Una notte di pioggia, un randagio e il cuore che non sa più cosa aspettarsi: quarant’anni di solitudine spezzati da un muso bagnato
Quella notte l’acqua scrosciava contro le finestre del mio minuscolo appartamento di San Salvario e io non ero pronto a occuparmi di nessuno. Poi ho sentito il raspare disperato di unghie sulla porta: c’era un cane, zuppo e tremante, in cerca di riparo. Non potevo saperlo, ma da quel momento la mia vita di uomo solo, malandato e prigioniero del mio passato, stava cambiando per sempre.