Quando tuo padre non crede in te: la mia storia di lotta per la libertà
«Ma pensi davvero che tu possa farcela, Arianna? Così, da sola?», la voce di mio padre era fredda, tesa come filo di acciaio. Non guardava me, ma il tavolo di legno consumato della cucina, quello dove avevo passato infanzie intere tra compiti di scuola e fette di pane con la Nutella. Aveva quella piega amara sulla bocca che conoscevo fin troppo bene. La stessa di quando non riusciva a trovare lavoro, il 2008, la crisi, il bar sotto casa chiudeva, litigi con mamma tutte le notti. E ora ero io a portare caos.